| ELEZIONI: INCERTEZZA A PIACENZA MA SQUERI NON RINNEGA CENTROSINISTRA |
PIACENZA - ''Non rinnego niente del mio passato. La Margherita e' una mia creatura, l'ho fondata nel '99 e il centrosinistra e' il mio schieramento. E ad alcuni amici del mio partito dico: non si possono espellere le idee''. A parlare - rispondendo cosi' anche a chi, come il coordinatore dell' esecutivo della Margherita Dario Franceschini, lo aveva dato di fatto fuori dal partito - e' Dario Squeri, esponente della Margherita della prim'ora e presidente uscente della Provincia di Piacenza che ha dichiarato il suo appoggio, per la successione, al candidato del centrodestra, il parlamentare di An Tommaso Foti, e non a quello dell'Ulivo, Gianluigi Boiardi. A poco piu' di 24 ore dall'apertura dei seggi per i ballottaggi, Squeri riafferma cosi' con decisione la sua appartenenza al centrosinistra. Il particolare che incuriosisce molti e' pero' il fatto che lo faccia accanto al coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi. Ma entrambi tengono subito a sottolineare che in questa conferenza stampa congiunta ''i ballottaggi non c'entrano niente''. In effetti, a riprova di questo c'e' la risposta di Squeri su chi sceglierebbe, tra Colli e Penati, se votasse a Milano: ''Al momento, a questa domanda non so rispondere''. La questione, quindi, e' un'altra. E' come sia possibile avere in Italia ''una democrazia normale'', quella democrazia e quella normalita' - sottolinea Bondi - ''che viene impedita dalla presenza di una sinistra che sistematicamente demonizza i suoi avversari politici, impedendo con la violenza verbale la nascita in Italia di una sinistra riformista come in tutti i Paesi europei''. ''Noi - aggiunge il coordinatore di Forza Italia - abbiamo invece una concezione diversa della politica, la stessa che aveva Aldo Moro: una visione che privilegia i programmi rispetto alle ideologie, le istituzioni rispetto ai partiti, le persone rispetto allo Stato. Oggi, se vogliamo costruire una democrazia normale e non malata come quella che abbiamo, dobbiamo rifarci allo stile di Moro, alla sua cultura, ai suoi valori''. Le persone, appunto. Perche' - ricorda Squeri - ''la politica vive non solo di parole, ma anche di simboli e noi vogliamo rappresentare un simbolo di questa politica, che pur da schieramenti diversi, metta in mezzo alle scelte politiche il rispetto della persona''. A 53 anni, dopo 24 di politica attiva, Dario Squeri ha cosi' oggi riaffermato la sua coerenza: eletto nel 1980 nelle fila della Dc in Consiglio comunale prima, e in quello provinciale poi a Piacenza, e' stato assessore provinciale all'Agricoltura dal 1990 al 1994. Eletto presidente della Provincia nel 1995, venne riconfermato nell'elezione diretta del 1999, quando diede vita, attorno al suo nome, alla lista 'Margherita'. Domenica, il 'petalo' Squeri lascera' ufficialmente la guida di una Giunta composta da Ds, Margherita, Comunisti Italiani e Lega Nord. Lui pero', che resta nel centrosinistra, votera' centrodestra. O meglio, il candidato del centrodestra, per una scelta 'puramente politica', che non puo', per lui, essere la stessa di chi si allea con ''una sinistra massimalista, vero blocco alle riforme in questo Paese''. 26/06/2004 12:40 |